27 settembre 2011

Un pò di Storia

Era una sera d'inverno del 2006. Ricordo che stavo tonando a casa, in macchina, da una serata con gli amici. Non ricordo esattamente quale boardgame avevamo provato quella sera, forse un qualche gioco della Avalon Hill. Trascorrevo spesso qualche sera al mese con Gomez e Teo, due cari amici: era piacevole condividere, al caldo della stufa a gas di un locale in disuso a nostra disposizione, le fredde ore invernali della Pianura Padana.
Deve essere stato in una di quelle sere (tuttavia ho anche dei ricordi precedenti, anche se nebulosi e persi nel passato della mia infanzia) in cui ho abbozzato l'idea di un gioco da tavolo in cui i giocatori costruivano una storia collettiva attraverso l'uso di alcuni personaggi delle fiabe classiche in versione “twisted”. L'idea iniziale non doveva essere stata particolarmente brillante, tuttavia rileggendo le fiabe scelte (Pinocchio, Mago di Oz, Alice, etc..) mi sono subito accorto che si sarebbe potuto tendere più in alto: le vicende narrate nelle storie erano spesso crudeli e tristi, a volte gioiose ma sempre intense e mai scontate. Riguardai i film di animazione di Tim Burton, più per catturare uno stile che per altro. Nello stesso periodo devono aver dato una serie di documentari sulla Germania Nazista e dell'Italia Fascista, il tema era sempre l'incredibile potere di controllo e coercizione esercitato dalla propaganda dei regimi ed il loro potere di soffocare speranza e libertà. Gli elementi di WT erano già tutti presenti, ma la forma era confusa e poco chiara.
Decisi di buttare giù una bozza del gioco: nella prima stesura, era un cooperativo narrativo puro in cui i giocatori controllavano le Fiabe nella loro lotta contro il Regime. Quanto alle componentistiche, l'idea di cui vado più fiero è stata quella delle carte Narrazione: è stata infatti una delle prime idee che mi sono venute ed ha subito pochissime variazioni. Devo ringraziare prima di tutto i due giovani disegnatori (di 8 e 5 anni) che hanno realizzato la maggior parte delle carte. Il loro contributo costituisce ancora adesso il cuore del gioco.
Per quanto riguarda il gioco, la parte Narrativa è sempre stata il cuore pulsante di Winter Tales. Non saprei nemmeno dire quante sono state le trame narrate durante il lunghissimo playtesting, ma di certo ricordo quanto siano divenute sempre più intense, coinvolgenti ed efficaci mentre potenziavamo ed arrichivamo sempre più la parte narrativa del gioco. Una cosa fantastica è che il gioco si è sempre tarato perfettamente a seconda dallo spirito della serata, e sopratutto sul carattere e sullo “stile” culturale di ogni giocatore: c'era chi prediligeva il lato “macabro”, chi la vedeva più pulp, altri ancora che si concentravano sull'aspetto romantico, altri infine sulla guerra e sull'oppressione del regime, e persino che non poteva evitare il risvolto comico generando partite quanto mai inusuali, ma estremamente divertenti. Il mix della trama era sempre una perfetta mescolanza degli stili narrativi dei giocatori. E questo mi è sempre sembrato un bene.
Ma tra tutti i ricordi che ho di più vividi nella memoria, c'è, ancora oggi, quel viaggio in macchina in quella sera d'inverno in una strada buia di provincia mentre nevicava fuori dal finestrino: e la neve da quella notte non ha smesso di cadere. L'ultimo pensiero di questa nuova impresa va, come sempre, al caro amico Gomez.

Jocularis